
Ritratto della granduchessa Vittoria della Rovere
Dettagli
La storia
Se un palazzo fiorentino è pieno di pittura veneta e umbra, il motivo è la donna di questo ovale. Vittoria della Rovere aveva nove anni nel 1631, quando morì il nonno Francesco Maria II, ultimo duca di Urbino, e la raccolta ducale passò a lei. Arrivò a Firenze con il suo matrimonio con Ferdinando II de' Medici, e con essa i Tiziano e il dittico di Piero della Francesca. Dolci la dipinge intorno al 1675. Era vedova da cinque anni e portava il nero della congregazione religiosa che proteggeva. La scheda del museo parla di inesorabile obiettività a proposito di come sono resi la sua età e la sua corporatura. Sulla data si discute. Una lettura avvicina il quadro all'autoritratto firmato del 1674, un'altra sostiene che Dolci arrivò a ritrarla solo dopo la morte di Sustermans, il pittore che lei preferiva, nel 1681. Entrò in galleria come dono del figlio Cosimo III ed è registrato nell'inventario di Palazzo Pitti intorno al 1700.




