El Greco

El Greco

1541–1614 · Corona di Castiglia · Rinascimento spagnolo


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La storia

Firmò i propri quadri in lettere greche, Doménikos Theotokópoulos, per tutta la vita, anche dopo che la Spagna gli affibbiò il soprannome di El Greco, il Greco. Nacque a Creta nel 1541 e si formò nella maniera piatta e dorata dell'icona bizantina, poi si imbarcò per Venezia e Roma per apprendere la tecnica a olio del Rinascimento italiano. Intorno al 1577 si stabilì a Toledo, l'antica capitale religiosa della Spagna, e non se ne andò mai più.

Arrivò sperando in un incarico di corte. Il re Filippo II gli affidò una sola commissione, per il monastero-palazzo dell'Escorial, una scena di martirio terminata intorno al 1582, e la gradì così poco da appenderla in un angolo defilato e affidare l'incarico a qualcun altro. Ciò gli precluse la corte. Ma lo liberò anche, e le chiese e i sacerdoti di Toledo lo tennero occupato per il resto della vita con i santi ardenti, allungati e illuminati a lume di candela che si addicevano a una città al centro della Controriforma, la reazione della Chiesa cattolica al protestantesimo.

Per circa 300 anni dopo la sua morte, nel 1614, fu trattato come un eccentrico, le sue figure allungate liquidate come un difetto della vista o del gusto. Poi i pittori dell'inizio del Novecento, tra cui Cézanne e il giovane Picasso, trovarono in quelle distorsioni qualcosa di deliberato e moderno. Picasso studiò da vicino l'opera di El Greco negli anni in cui stava inventando il Cubismo.

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Opere

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