
Gaspare Landi
1756–1830 · Ducato di Parma · Neoclassicismo
La storia
Nella Roma di primo Ottocento si discuteva di pittura mettendo due nomi l'uno contro l'altro. Vincenzo Camuccini stava per il disegno di tradizione romana e toscana, fermo ed eroico. Gaspare Landi stava per il colore, più caldo, più vicino ai veneti, più attento a ciò che un volto sente. Nel 1809 entrambi ebbero grandi tele esposte al Pantheon prima che partissero per le chiese che le avevano commissionate.
Landi nacque a Piacenza il 6 gennaio 1756. Un lontano parente, il marchese Giambattista Landi, gli pagò gli studi a Roma, dove arrivò il 20 giugno 1781, a 25 anni, per formarsi con il pittore Domenico Corvi. Fu accolto nell'Accademia di San Luca nel 1805, nominato professore di pittura nel 1812 e nel 1817 ne assunse la presidenza, subentrando allo scultore Antonio Canova.
La tela del 1819 che si trova oggi alla Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti appartiene a quegli anni accademici. Mostra Veturia ai piedi del figlio Coriolano, il generale romano che lei convinse a non marciare sulla propria città. Verso il 1820 Landi tornò a Piacenza, trovò monotona la vita di provincia e nel 1824 rientrò a Roma, rifiutando una cattedra a Venezia pur di restarci. Tornò a Piacenza nel 1829 e vi morì il 27 febbraio 1830.


