Gian Lorenzo Bernini e Giuliano Finelli
Stato Pontificio · Barocco
La storia
Gian Lorenzo Bernini e Giuliano Finelli è l'attribuzione dei marmi scolpiti dai due insieme, quando Bernini ideava e dirigeva l'opera e Finelli, giovane scultore di Carrara, la città delle grandi cave di marmo, ne eseguiva una parte cospicua. Finelli entrò nella bottega romana di Bernini agli inizi della carriera del maestro e si distinse nei dettagli più minuti. Le foglie e i rametti che spuntano dalle dita di Dafne nell'Apollo e Dafne di Bernini gli vengono di solito attribuiti.
Il sodalizio finì male. Finelli sentiva che il suo contributo non veniva riconosciuto, e quando una statua colossale di sant'Elena per la basilica di San Pietro, che sperava di ottenere, andò a un altro aiuto, Andrea Bolgi, lasciò la bottega e fece carriera per conto proprio, a Roma e a Napoli. Quanto gli spetti in ciascuna opera comune si discute ancora caso per caso. Palazzo Barberini, che usa questa attribuzione, definisce Finelli talentuoso allievo e poi rivale del maestro.
