Apollo e Dafne

Apollo e Dafne


Dettagli

Anno
1624
Tecnica
marmo di Carrara
Tipo
scultura

La storia

Un dio nudo che insegue una ninfa nuda, nella villa di un cardinale degli anni Venti del Seicento, aveva bisogno di una morale. La fornì il cardinale Maffeo Barberini, futuro Urbano VIII, con un distico latino inciso sul basamento. Chi, amando, insegue i piaceri di una bellezza fuggitiva, si riempie la mano di fronde o coglie bacche amare. La storia è quella delle Metamorfosi di Ovidio. Apollo, colpito dalla freccia di Cupido, rincorre la ninfa Dafne, e nell'istante in cui la raggiunge lei si trasforma in alloro. La corteccia le avvolge le gambe, dalle dita spuntano foglie, i piedi mettono radici. Bernini ci lavorò dal 1622 al 1625, con una pausa di circa un anno, e ricevette il saldo di 1000 scudi nel novembre del 1625. Il gruppo era pensato per un altro sguardo. All'inizio stava contro una parete, accanto alla cappella, e il visitatore incontrava prima Apollo, dal suo lato destro, scoprendo la metamorfosi di Dafne solo girando attorno all'opera. Nel 1785 era già stato ruotato verso l'ingresso della sala, ed è così che lo vediamo oggi.

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