Giovanni Francesco Guerrieri

1589–1657 · Ducato di Urbino, Stato Pontificio · barocco, caravaggeschi


La storia

Nel 1617 il principe Marcantonio Borghese, nipote adolescente di papa Paolo V, volle due tele da sovrapporta per il palazzo di famiglia in Campo Marzio, a Roma. Affidò l'incarico a Giovanni Francesco Guerrieri, pittore di Fossombrone, cittadina delle Marche. Una delle due, Giaele e Sisara, è perduta. L'altra, Lot e le figlie, è oggi alla Galleria Borghese.

Guerrieri era arrivato a Roma la prima volta nel 1606, ancora ragazzo, e aveva imparato da Orazio Gentileschi, uno dei primi seguaci di Caravaggio. Il Lot lo mostra mentre adotta una moda più recente, le scene notturne a lume di candela che pittori olandesi come Gerard van Honthorst portavano a Roma. La candela accende il riflesso delle dita sul fianco di una brocca, e il manico a forma di drago richiama il drago dello stemma Borghese. Per secoli il quadro passò sotto altri nomi, tra cui quello di Artemisia Gentileschi, finché nel 1959 la storica Paola Della Pergola ne confermò la paternità sulla base di documenti d'archivio. Guerrieri trascorse gli ultimi anni a Pesaro con la figlia Camilla, anch'essa pittrice.

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Opere

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