
Jean-Étienne Liotard
1702–1789 · Repubblica di Ginevra · Rococò, Orientalismo, Realismo
La storia
Figlio di un gioielliere ginevrino, Jean-Étienne Liotard trascorse quattro anni a Costantinopoli tra gli anni 1730 e 1740, e non tornò mai del tutto a casa. Rientrò in Europa in abito ottomano, con una lunga barba e una veste foderata di pelliccia, e continuò a indossarli nelle corti in cui lavorava. A Vienna lo soprannominarono il pittore turco, e il costume era un buon affare, perché lo rendeva indimenticabile in sale piene di parrucche incipriate.
Il suo vero dono era il pastello, il morbido gessetto colorato che quasi tutti gli artisti usavano solo per schizzi rapidi. Liotard lo portò a una levigatezza quasi inquietante, ogni piega di seta e ogni tazza di porcellana resi con quella che sembra una pazienza fotografica. Intorno al 1744, al servizio dell'imperatrice austriaca Maria Teresa a Vienna, realizzò La cioccolataia: una cameriera che porta un vassoio con una tazza di cioccolata calda e un bicchiere d'acqua, vista di profilo perfetto contro una parete spoglia.
Rosalba Carriera, la pastellista più ammirata dell'epoca, lo definì il più bel pastello che avesse mai visto. Oggi è a Dresda, dove più tardi un'azienda di cioccolato prese in prestito la servetta per il proprio marchio.





