
La bella cioccolataia
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La storia
Il 3 febbraio 1745, a Venezia, Liotard firmò una ricevuta per 120 zecchini d'oro, una somma altissima per un pastello. A pagarli era il conte Francesco Algarotti, scrittore veneziano che acquistava opere per Augusto III, re di Polonia ed elettore di Sassonia, destinate alla sua galleria di Dresda. Il foglio era stato eseguito con ogni probabilità poco prima a Vienna. A Venezia viveva allora la pastellista più celebre d'Europa, Rosalba Carriera, e l'anno seguente Algarotti riferì al conte Brühl, il potente ministro sassone, che proprio lei lo considerava il più bel pastello che avesse mai visto. La cameriera, di cui nessuno conosce il nome, cammina di profilo reggendo un piccolo vassoio scuro. Sopra c'è una tazza di porcellana bianca con la cioccolata schiumosa, stretta in un supporto d'argento a filigrana, e un alto bicchiere d'acqua in cui si riflettono i vetri di una finestra. Attraverso l'acqua si intravede il suo pollice.




