Orlando Flacco

Repubblica di Venezia · Ritrattistica, Manierismo, Scuola veronese


La storia

Quando nel 1568 Giorgio Vasari pubblicò la seconda edizione delle Vite, elogiò un ritrattista veronese e poi fece una cosa che raramente si prendeva la briga di fare per un artista di provincia. Elencò i ritrattati, quindici in tutto, tra cui cardinali, due vescovi di Verona, membri dei Medici e della famiglia Canossa. Il pittore era Orlando Flacco.

Flacco nacque a Verona intorno al 1527. Vasari dice che si formò con Francesco Torbido, il pittore di punta della città. Il letterato veneziano Carlo Ridolfi fece più tardi il nome di Antonio Badile. Nel 1556 fu pagato per alcune Vittorie sulle porte del chiostro di Santa Maria in Organo, verso la metà degli anni Sessanta del Cinquecento dipinse una pala per la chiesa di Sant'Andrea, e lavorò per il conte Mario Bevilacqua, collezionista veronese che gli chiedeva anche pareri sui quadri.

I ritratti si sono lasciati trattenere meno dell'elogio. La mezza figura di una donna anziana oggi nella Sala di Saturno di Palazzo Pitti ha portato per generazioni il nome di Tiziano, poi quello di Palma il Vecchio, poi quello di Francesco Bassano, finché lo storico dell'arte Federico Zeri propose Flacco negli anni Settanta e una pulitura rese quella lettura più accettabile. La morte di Flacco è datata da una lettera del Bevilacqua, scritta l'11 febbraio 1593, che parla di lui come di un uomo già scomparso.

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Opere

3 opere