Palma il Giovane

Palma il Giovane

1628 · Repubblica di Venezia · Manierismo


La storia

Nel 1576 la peste devastò Venezia e portò via il vecchio Tiziano, il maggiore pittore della città, prima che potesse terminare la grande Pietà a cui lavorava, per la propria tomba, secondo alcuni. La tela incompiuta passò a un veneziano più giovane, Jacopo Palma, detto il Giovane, per distinguerlo dal prozio, pittore dello stesso nome. Palma la portò a termine e, in un'iscrizione che aggiunse, scrisse di aver finito ciò che Tiziano aveva lasciato incompiuto e dedicò l'opera a Dio.

Palma si era formato in parte a Roma ed era tornato in una Venezia i cui giganti, Tiziano, Tintoretto e Veronese, morivano l'uno dopo l'altro. Ne assorbì la maniera, soprattutto le figure attorcigliate del Tintoretto e la pennellata sciolta e carica di Tiziano, e dopo la loro morte ebbe il campo quasi tutto per sé.

Per mezzo secolo fu il pittore più attivo della città, riempiendo le chiese veneziane e il Palazzo Ducale di grandi tele religiose e storiche. Lavorava con tale costanza, e disegnava tanto in preparazione, che i suoi soli disegni superstiti si contano a migliaia.

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Opere

7 opere