
Piero del Pollaiuolo
1443–1496 · Repubblica di Firenze · Primo Rinascimento
La storia
Nell'agosto del 1469 il tribunale mercantile di Firenze, il Tribunale della Mercanzia, affidò a Piero del Pollaiuolo sette tavole con le Virtù per gli schienali dei seggi della sua sala delle udienze, proprio in Piazza della Signoria. Piero era lento, e mentre lavorava il giovane Sandro Botticelli si inserì e consegnò da solo una delle sette, la Fortezza. Piero e il fratello maggiore Antonio, scultore e orafo con cui collaborava spesso, protestarono con vigore, e un secondo contratto restituì il resto della serie alla bottega di Piero.
Sei di quelle tavole si conservano oggi agli Uffizi, donne sedute che reggono gli emblemi della Fede, della Speranza, della Carità, della Giustizia, della Prudenza e della Temperanza, dipinte nella maniera nitida e dai contorni netti per cui la bottega dei Pollaiuolo era nota. Accostatele all'unica intrusa di Botticelli e il contrasto che diede origine alla lite si legge ancora.
Piero trascorse la carriera in quella bottega di famiglia, condividendo i disegni con Antonio, e i due finirono per lasciare Firenze per Roma, dove morirono a pochi anni di distanza l'uno dall'altro negli anni Novanta del Quattrocento.
Opere
10 opere
Martirio di san SebastianoPiero del Pollaiuolo, 1475
Ritratto di fanciullaPiero del Pollaiuolo, 1470
Tobia e l’angeloPiero del Pollaiuolo, 1467
Ritratto di Galeazzo Maria SforzaPiero del Pollaiuolo, 1471
La CaritàPiero del Pollaiuolo, 1469
La SperanzaPiero del Pollaiuolo, 1470
La GiustiziaPiero del Pollaiuolo, 1470
PrudenzaPiero del Pollaiuolo, 1470
FedePiero del Pollaiuolo, 1470
La TemperanzaPiero del Pollaiuolo, 1470