Valentin de Boulogne

Valentin de Boulogne

1591–1632 · Regno di Francia · Caravaggismo


La storia

Quando Valentin de Boulogne arrivò a Roma, Caravaggio era già morto, scomparso nel 1610, e la città era piena di giovani pittori che cercavano di lavorare alla sua maniera. Valentin, un francese battezzato a Coulommiers, vicino a Parigi, nel 1591, si rivelò il più dotato di tutti. Dipingeva a lume di candela e di cantina figure a mezzo busto strette intorno a un tavolo: soldati, bari, musici e indovine, i volti sospesi tra il canto e la minaccia.

Visse in mezzo a una compagnia rumorosa di artisti nordici a Roma, che bevevano forte e si facevano chiamare i Bentvueghels, e il poco che resta della sua storia sono quasi solo guai. Perfino il suo nome è un equivoco. Il 'Moïse' con cui talvolta veniva chiamato era una storpiatura italiana di 'monsieur'. Il suo vero nome di battesimo resta sconosciuto.

Il riconoscimento arrivò. Nel 1629 ottenne una commissione importante per San Pietro, il Martirio dei santi Processo e Martiniano, appeso come pendant di una tela del suo rivale francese Nicolas Poussin, il grande pittore classicista di Roma.

Non ne godette a lungo. Nell'agosto del 1632, febbricitante e ubriaco, si tuffò in una fontana gelata per rinfrescarsi, aggravò il male di cui soffriva e morì nel giro di pochi giorni, a 41 anni, povero e indebitato. Fu sepolto in Santa Maria del Popolo, la stessa chiesa che custodisce due pale di Caravaggio.

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Opere

11 opere