
Wojciech Stattler
1800–1875 · Polonia, Impero russo · Romanticismo, Arte accademica
La storia
A più riprese, a partire dal 1830, Wojciech Stattler lavorò per 12 anni a un’unica grande tela, I Maccabei. Il soggetto viene dalla Bibbia, la rivolta ebraica contro un re seleucide nel II secolo a.C. I polacchi vi lessero una storia più vicina a loro. Il poeta Juliusz Słowacki la definì un’epopea polacca in costume romano, un piccolo popolo che si solleva contro un impero, dipinta durante e dopo l’Insurrezione di novembre contro il dominio russo. Negli anni Quaranta dell’Ottocento Stattler la portò al Salon di Parigi, dove vinse una medaglia d’oro, e oggi si trova al Museo Nazionale di Cracovia.
Stattler nacque a Cracovia nel 1800 in una famiglia di origine svizzera e nel 1818 partì per Roma. Studiò all’Accademia di San Luca e trascorse quasi un decennio in Italia, prendendo lezioni dal pittore Vincenzo Camuccini e dallo scultore danese Bertel Thorvaldsen. Adam Mickiewicz, il poeta nazionale, era un amico di quegli anni romani e partecipò al suo matrimonio a Roma nel 1830.
Dal 1831 insegnò per 26 anni alla Scuola di Belle Arti di Cracovia e vi introdusse il disegno dal modello vivo e dal nudo. Tra i suoi allievi all’inizio degli anni Cinquanta c’era il giovanissimo Jan Matejko, poi il più noto pittore di storia polacco. Stattler morì a Varsavia nel 1875 ed è sepolto nel cimitero di Powązki, in quella città.
