
Ninfe al bagno
Dettagli
La storia
Nell'autunno del 1524 Giulio Romano, il principale collaboratore di Raffaello, lasciò Roma per Mantova, e presto la corte dei Gonzaga si riempì delle sue figure muscolose e avvitate. Palma il Vecchio, attivo a Venezia negli ultimi anni di vita, conosceva quel modo di comporre, e il Kunsthistorisches Museum lo ritrova in questa tela tarda. Le ninfe si chinano, siedono, si voltano l'una verso l'altra come un gruppo pensato nel marmo. Alcuni movimenti vengono dalla scultura antica, e ogni contorno è tracciato con una fermezza insolita a Venezia.
Il nudo femminile nel paesaggio era un tema veneziano già da una ventina d'anni. Qui cambia la pelle. Al posto della superficie calda e morbida per cui i veneziani erano famosi, le figure hanno una levigatezza fredda che il museo paragona alla porcellana. Il dipinto si data intorno al 1525-1528. In passato è stato tagliato in alto, e la tela oggi è applicata su tavola. Nel 1781 è registrato a Presburgo, l'odierna Bratislava, ed entrò nella pinacoteca soltanto nel 1930, trasferito dalla Hofburg.




