
Giovanni Battista Tiepolo · PD
Riunione consolare
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La storia
Al ritorno da Malta il conte e monsignore Antonio di Montegnacco fu festeggiato come un eroe della Patria del Friuli. Nel settembre 1748 aveva perorato davanti al consiglio dell'Ordine di Malta la causa di Filippo Florio, udinese, respinto nel 1740 dal priorato di Venezia, secondo cui nessun gentiluomo della città aveva i requisiti per diventare cavaliere. La questione era giunta fino a papa Benedetto XIV, che la rimise all'Ordine stesso. Montegnacco ottenne l'ammissione di Florio e con lui di tutta la nobiltà cittadina. Per ricordarlo commissionò a Tiepolo questo dipinto e gli mandò una descrizione così minuziosa che lo storico Vincenzo Joppi, pubblicandola, osservò che a leggerla non servirebbe nemmeno vedere il quadro. Le fonti antiche lo davano al solo Giambattista. Dal 1939 una parte della critica vi ha visto la mano del figlio Giandomenico, e c'è chi gliel'ha assegnato per intero, verso il 1760. Oggi il museo lo considera un lavoro a quattro mani del 1750 circa. Nel 1789 l'avvocato Tommaso de Rubeis, erede del conte, lo donò alla città di Udine.




