
Ecce Homo
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La storia
Il museo registra per questa tela due date, il 1659 e, secondo un'altra proposta, il 1644. La più tarda porta con sé un racconto. Carlo Cesare Malvasia, canonico bolognese che frequentò a lungo il Guercino e scrisse poi le vite dei pittori bolognesi, riferisce che il quadro del 1659 nacque come una figura di Cristo da sola per il principe Ludovisi, della casata principesca romana, e che fu proprio lui a convincere il pittore ad aggiungere la testa del soldato.
La scena viene dal Vangelo di Giovanni. Pilato ha fatto flagellare Gesù, lo ha fatto coronare di spine e vestire di un manto di porpora, e lo mostra alla folla dicendo Ecce homo, ecco l'uomo. Un disegno a sanguigna della Morgan Library di New York, datato intorno al 1647, sembra aver avuto la stessa vicenda. Era cominciato con il solo Cristo, e la testa del soldato sta su una striscia di carta aggiunta a sinistra.
La tela entrò in galleria come dono nel 1839. È esposta nella Sala 30, vicino al Figliol prodigo che il Guercino dipinse nel 1617, quando non aveva ancora trent'anni.




