
Johannes Vermeer, Girl with a Pearl Earring, 1665. Wikimedia Commons. · PD
Ragazza con l'orecchino di perla
Dettagli
La storia
Nella Delft del 1665 Johannes Vermeer dipingeva pochissimo e vendeva ancora meno, lavorando in una città che viveva di commercio marittimo e di quella luce del nord che ritorna in quasi tutti i suoi interni silenziosi. Questo però non è un ritratto. È quello che gli olandesi chiamavano una tronie, lo studio di un tipo, di un volto immaginario, non di una persona reale con un nome. La ragazza si volta verso di noi come colta di sorpresa, la bocca appena schiusa, avvolta in un turbante di stoffa azzurra e gialla che di olandese non ha nulla, un tocco d'Oriente scelto per la sua stranezza. Il pezzo attorno a cui gira tutto è quella perla enorme all'orecchio, così grande da essere quasi certamente inventata, resa con appena due o tre tocchi di bianco che ne fingono il riflesso. Vermeer morì pochi anni dopo lasciando debiti e undici figli, e il quadro sparì dai documenti per due secoli. Ricomparve nel 1881 a un'asta all'Aia, comprato per pochi soldi da un collezionista che poi lo lasciò in eredità al Mauritshuis, dove si trova ancora.




