
Peter Paul Rubens · PD
Eraclito, il filosofo che piange
Dettagli
La storia
Nel 1857 l'inventario del museo lo registrava come il profeta Geremia, ritirato in una grotta a piangere la rovina di Gerusalemme. È invece Eraclito, il filosofo che l'antichità ricordava in lacrime, e non fu pensato per stare da solo. Gli fa da pendant Democrito, quello che ride, in rosso acceso e con un globo accanto. I due compaiono per la prima volta nell'inventario redatto alla Torre de la Parada dopo la morte di Carlo II, nel 1700, come due dipinti uguali, l'uno di Democrito e l'altro di Eraclito, di mano di Rubens. Oggi il Prado assegna l'esecuzione alla bottega, su disegno del maestro. Fra le oltre sessanta tele spedite da Anversa per quel padiglione di caccia sui monti del Pardo fra il 1636 e il 1638, queste due sono le sole con personaggi storici invece che con divinità. Eraclito veste scuro, con un cappuccio tirato sulla testa, e tutto in lui è raccolto, perfino il modo in cui appoggia i piedi.




