
Madonna col Bambino e un domenicano che offre il proprio cuore
Dettagli
La storia
Nel 1515 Joachim Patinir entrò nella gilda dei pittori di Anversa. Era stato lui a fare del paesaggio una specialità, con le sue ampie vedute azzurrine di rupi e di fiumi, e questa piccola tavola, dipinta nella stessa città tra il 1515 e il 1518, ne riprende apertamente la maniera. Il Louvre lo dice senza giri di parole. Dietro le figure si vedono la rupe con la rocca, la città sul fiume, i mietitori nei campi.
In primo piano un frate domenicano in ginocchio porge qualcosa di piccolo e rosso. È il suo cuore, offerto a Gesù Bambino, che si protende verso di lui dalle ginocchia della madre. Alle spalle del frate stanno gli strumenti della Passione, la colonna e la croce, a ricordare quanto costerà quel dono. Chi sia il frate resta aperto. Uno studioso ha proposto il beato Enrico Suso, mistico domenicano tedesco del Trecento che, secondo il suo stesso racconto, si incise il nome di Gesù nella pelle sopra il cuore. Altri vi riconoscono san Domenico.
Sotto la roccia del Bambino sgorga una piccola sorgente che si allontana in un ruscello, e il museo la legge come fonte di vita offerta per la salvezza del mondo. Il collezionista Jules Maciet donò la tavola al Louvre nel 1893.




