
Ritratto d'uomo con anello
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La storia
Al pittore ferrarese Francesco del Cossa sono stati attribuiti diversi ritratti, ma per il Dizionario Biografico degli Italiani il solo convincente è questo giovane con l'anello. A parlare per il Cossa sono la plasticità del volto, il modellato della mano che regge l'anello e il modo in cui sono composte le rocce dello sfondo.
Non è sempre stato così. Nel Settecento la tavoletta stava a Bologna, nel palazzo dei marchesi Boschi, e i loro inventari la registravano come ritratto di Francesco Francia, orafo e pittore bolognese. Solo nel 1913 fu pubblicata col nome del Cossa, che negli anni Settanta del Quattrocento lavorava appunto a Bologna. Il conoscitore americano Bernard Berenson la dava a Ercole de' Roberti, anche lui ferrarese, Roberto Longhi difese il Cossa, e il museo segue Longhi. Del giovane non conosciamo il nome. Nel 1915 lo storico dell'arte inglese Herbert Cook pensò a un membro della casa d'Este, i duchi di Ferrara, perché l'anello con il diamante era uno dei loro emblemi, mentre il museo ipotizza un ritratto di fidanzamento. Hans Heinrich Thyssen-Bornemisza lo acquistò nel 1956 da una collezione olandese, e l'anello è ancora lì, ritto sulla punta dell'indice, col mignolo che scavalca il parapetto di pietra verso di noi.



