
Ritratto di papa Clemente XIII Rezzonico benedicente
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La storia
Quando il veneziano Carlo Rezzonico fu eletto papa nel luglio del 1758 e prese il nome di Clemente XIII, il primo ritratto ufficiale andò ad Anton Raphael Mengs, il pittore tedesco che a Roma era il grande rivale di Pompeo Batoni. Mengs seguì il modello consolidato del papa in studio, seduto alla scrivania e di tre quarti. Quel quadro appartiene alla Pinacoteca Nazionale di Bologna. Batoni rispose due anni dopo con un'immagine meno paludata. Qui il papa è in piedi, più vicino a chi guarda, e alza il braccio a benedire con uno sguardo bonario, come se accogliesse un visitatore. Batoni firmò su un foglio scritto come l'indirizzo di una supplica, alla Santità di Nostro Signore Clemente Papa XIII, per Pompeo Batoni che pinse, l'anno 1760. Il museo osserva che quello sguardo, bonario come si addice al nome, forse lo è persino troppo rispetto al vero temperamento del Rezzonico. Clemente mise all'Indice l'Encyclopédie e difese i gesuiti mentre le monarchie cattoliche si rivoltavano contro di loro. Il Portogallo aveva espulso l'ordine nel 1759, e nel 1760, l'anno scritto su quel foglio, Lisbona rimandò a casa il nunzio pontificio.




