
Raphael and workshop · PD
Ritratto di papa Giulio II
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La storia
Quando questo ritratto fu dipinto, intorno al 1511, Giulio II aveva trascorso gran parte del pontificato a cavallo. I contemporanei lo chiamavano il papa terribile, un uomo che guidava di persona i suoi eserciti per riconquistare le terre della Chiesa. In quell'anno si lasciò crescere la barba bianca che si vede qui, dopo aver giurato di non radersi finché i francesi non fossero stati cacciati dall'Italia. Invece di mostrarlo in trono, in tutta la sua maestà, Raffaello lo dipinse seduto in un angolo, in silenzio, un vecchio assorto nei suoi pensieri, lo sguardo abbassato e volto di lato, gli anelli alle dita e le mani appoggiate al bracciolo. Nessun papa era mai stato ritratto in modo così intimo, e il modello venne ripreso per oltre un secolo. Questa è una delle varie versioni antiche della composizione. A lungo si ritenne che la tavola di Firenze fosse l'originale, finché nel 1969 una radiografia della versione oggi a Londra rivelò Raffaello che rifaceva lo sfondo sotto la pittura, e la critica si spostò su Londra. Giulio morì all'inizio del 1513, circa un anno dopo aver posato.




