Bagno penale a Portoferraio

Bagno penale a Portoferraio


Dettagli

Anno
1891
Tecnica
olio su tela
Dimensioni
56 × 80 cm

La storia

Nel 1888 Signorini si trova all'Elba e ottiene di entrare nel bagno penale di Portoferraio, dove gli uomini scontavano pene ai lavori forzati. Al quadro nato da quella visita lavorò circa sei anni. Si vede l'interno, i detenuti scarniti e addossati al muro, davanti a loro gli ispettori che li squadrano. La sala è costruita per masse di luce e d'ombra più che per disegno, e sono i mattoni del pavimento a reggere la profondità. Pochissimi pittori italiani avevano affrontato un soggetto simile. In quegli anni la condizione delle carceri e dei poveri si discuteva sui giornali e in parlamento, e i romanzieri naturalisti scrivevano della stessa gente, ma un quadro da galleria con i forzati passati in rassegna era un'altra cosa. Lo presentò al pubblico nel 1895 alla Società fiorentina di Belle Arti, e nel 1901, l'anno della sua morte, l'opera andò alla Biennale di Venezia. È esposto nella sala 18, misura 56 per 80 centimetri e porta la firma in basso a sinistra.

Ascolta questa storia ad alta voce. Scarica l'app.