
Boris Kustodiev · PD
Venere russa
Dettagli
La storia
Kustodiev dipinse questa Venere russa nel 1925 e nel 1926, ormai in Unione Sovietica: fu la sua ultima grande opera. Malato da anni, con le gambe paralizzate, lavorava da una poltrona, con la tela inclinata sopra di lui. Scelse tuttavia un soggetto colmo di vita: una donna nuda nella banja, il bagno di vapore russo, arrossata dal calore, che stringe il venik, il mazzo di rami di betulla con cui lì ci si sferza la pelle. Ne fece una Venere nazionale, robusta e luminosa, lontanissima dalle dee del Mediterraneo. Dietro di lei fumano i tetti di una città di provincia russa. Morì l'anno dopo, nel 1927, senza aver compiuto i cinquant'anni.



