
San Girolamo
Dettagli
La storia
Il 28 novembre 1527 Giovan Paolo Averoldi, gentiluomo bresciano che si trovava a Venezia, annotò nel suo libro di conti personale un piccolo pagamento. Aveva dato a Savoldo uno scudo d'oro in conto della fattura di un San Girolamo. Che si tratti proprio di questa tela non si può dimostrare, ma la National Gallery lo ritiene possibile, e gli anni coincidono.
Girolamo è inginocchiato su una sporgenza di roccia davanti al crocifisso. Stringe una pietra, pronto a battersi il petto in penitenza, e il braccio avanza verso di noi in uno scorcio ardito. Accanto alla croce c'è un libro aperto, un altro è infilato sotto le ginocchia. Oltre, il terreno scende verso l'acqua e una città scura, e una delle sue chiese potrebbe essere Santi Giovanni e Paolo a Venezia. La laguna fu dipinta con l'azzurrite, un blu che col tempo si è scurito. La striscia luminosa dell'orizzonte, sotto il cielo di oltremare profondo, si è conservata.
Sulla roccia, sotto il libro aperto, il pittore scrisse che l'aveva fatto Giovanni Girolamo da Brescia, della famiglia Savoldo. Portava, insomma, lo stesso nome del santo che dipingeva.




