
San Matteo e l'angelo
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La storia
Il Vangelo di Matteo si apre con la genealogia umana di Gesù, una lunga sequenza di padri e figli, ed è per questo che la tradizione cristiana ha dato all'evangelista come simbolo un uomo alato, che i pittori hanno trasformato in angelo. Nel quadro del Guercino l'angelo è un ragazzo seduto accanto al vecchio Matteo. Tiene aperto un grande libro e vi punta il dito, mentre Matteo si volta verso di lui, una mano posata su un secondo libro più piccolo.
La tela risale al 1622 circa, quando il Guercino lavorava a Roma, e il committente resta ignoto. Compare per la prima volta nel 1641 in un inventario della collezione dei Pio di Savoia, e apparteneva ancora alla famiglia nel 1750, quando papa Benedetto XIV ne acquistò i quadri per il nuovo museo in Campidoglio. Nel 2024 è andata a Torino per una mostra sul mestiere del Guercino, esposta accanto a un dipinto quasi coevo prestato dal Prado, il San Pietro liberato da un angelo.




