
Trittico di santa Liberata
Dettagli
La storia
Per secoli il trittico rimase a Venezia, prima nella raccolta del cardinale Domenico Grimani, poi a Palazzo Ducale. Nel 1838, sotto il dominio austriaco, fu portato a Vienna, e tornò in città solo nel 1919, alla fine della Grande Guerra. A lungo la martire crocifissa fu creduta santa Giulia, la patrona della Corsica. Il recente restauro ha però fatto riaffiorare una leggera peluria sul suo volto, e oggi le Gallerie la riconoscono come Wilgefortis, venerata nelle Fiandre e nota in Italia come santa Liberata. Secondo la leggenda, il padre pagano voleva darla in sposa a un re straniero. Lei chiese a Dio di renderla sgradita a ogni pretendente, le spuntò la barba e il padre la fece crocifiggere. Ai piedi della croce ci sono il padre che ha ordinato il supplizio e il promesso sposo, riccamente vestito, crollato all'indietro.





