
Annunciazione
Dettagli
La storia
Nel 1603, quattro anni prima di morire, Allori firmò questo dipinto con un'iscrizione latina in cui si chiama Alexander Bronzinus Allorius. A più di 30 anni dalla scomparsa del suo maestro Bronzino, ne portava ancora il nome. La tela, alta 162 centimetri, era pensata per la devozione privata, da camera. Maria è in piedi, con le mani alzate, più sorpresa che devota, in un atteggiamento che ricorda l'Annunciazione dipinta dal suo contemporaneo fiorentino Santi di Tito per Santa Maria Novella. Accanto a lei ci sono una seggiola, un libro aperto e un tombolo con i fuselli, il lavoro appena interrotto. Non se ne conosce la collocazione originaria. Il documento più antico che lo ricorda è un inventario della villa medicea di Castello del 1799. Nel 1933 il quadro arrivò alle Gallerie fiorentine e nel 1936 fu esposto per la prima volta all'Accademia.




