Ratto di Proserpina

Ratto di Proserpina


Dettagli

Anno
1622
Tecnica
marmo
Tipo
scultura

La storia

Nel gennaio del 1621 muore Paolo V, e suo nipote, il cardinale Scipione Borghese, vede svanire di colpo gran parte del suo potere. A febbraio viene eletto Gregorio XV, e l'uomo da ingraziarsi a Roma diventa il nipote del nuovo papa, il cardinale Ludovico Ludovisi, collezionista appassionato. A giugno Scipione commissiona questo gruppo a Bernini, che ha 22 anni. A settembre del 1622 l'opera è finita, e Scipione la regala quasi subito a Ludovisi. Per questo il Ratto di Proserpina è rimasto per quasi tre secoli ai Ludovisi, prima nella loro villa e poi nel palazzo di famiglia. Solo nel 1908 lo Stato italiano lo ha acquistato e portato qui, dove oggi sta al centro della Sala degli Imperatori. Il racconto è di Ovidio. Plutone, signore degli Inferi, afferra la giovane Proserpina mentre coglie fiori e la trascina nel suo regno, custodito dal cane a tre teste Cerbero. Guardate le dita di Plutone sulla coscia di lei, che affondano nel marmo come in una carne che cede. La base attuale non è quella originale. L'ha realizzata nel 1911 lo scultore Pietro Fortunati.

Migliaia di altre storie nell'app.