Vergine addolorata
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La storia
Nella Felsina pittrice, le vite dei pittori bolognesi pubblicate nel 1678, il canonico Carlo Cesare Malvasia riporta un vanto di Guido Reni. Il pittore diceva di sentirsi in grado di fare in 100 modi diversi le teste con gli occhi alzati al cielo. Questa Vergine è una di quelle. È l'Addolorata dello Stabat Mater, l'inno latino medievale che si apre con la madre in piedi, in lacrime, accanto alla croce. Reni la dipinse su rame tra il 1617 e il 1620 circa, in una serie di tre ovali insieme a un Cristo coronato di spine e a un san Giovanni, e ne mostra soltanto il volto e le spalle. Il museo descrive l'espressione che cercava. Maria soffre nell'assistere al martirio, ma il suo sguardo, rivolto verso qualcosa di più alto, sembra già consapevole del valore salvifico del sacrificio. Le guide di Roma segnalavano il quadro in Palazzo Corsini già nel 1817.




