
Jean-François Millet · PD
La filatrice, capraia dell'Alvernia
Dettagli
La storia
Nell'estate del 1866 Millet accompagnò la moglie a Vichy, che i soggiorni di Napoleone III avevano reso la stazione termale alla moda dell'Impero. Mentre lei faceva le acque, lui usciva dal paese con un taccuino e saliva verso le campagne dell'Alvernia e del Bourbonnais a disegnare pastori. Da quei fogli, due o tre anni più tardi, nel suo studio di Barbizon ricavò questa figura. Una ragazza seduta su una scarpata fila la lana mentre bada alle capre. La rocca che regge la matassa, il bastone infilato sotto il braccio, è un semplice ramo di nocciolo, e lei fa girare il fuso con la mano destra. Ai piedi ha zoccoli di legno, in testa un cappello di paglia. Il quadro lo comprò Alfred Chauchard, il padrone dei Grands Magasins du Louvre, lo stesso che nel 1890 aveva pagato 800.000 franchi per l'Angelus di Millet, e col suo lascito passò allo Stato francese nel 1909.




