
Jean-Auguste-Dominique Ingres · PD
Venere, ferita da Diomede, ritorna all'Olimpo
Dettagli
La storia
Verso il 1800 i giovani pittori di Parigi si passavano le incisioni a contorno che John Flaxman aveva dedicato a Omero, figure di puro profilo, senza ombre, affini ai vasi greci che in quegli anni si cominciavano a pubblicare. In quella lingua Ingres costruisce questa scena, presa dal canto quinto dell'Iliade. Venere è scesa sul campo di Troia per sollevare il figlio Enea, ferito, e Diomede la colpisce alla mano. Iride, la messaggera dell'arcobaleno, prende le redini e la riporta all'Olimpo. Enea resta a terra, Diomede siede tranquillo sulla sua roccia. La tavola di noce è piccola, 27 centimetri per 33, e la composizione continuò a occupare Ingres per decenni, in disegni ripresi molto più tardi.




