
Donna che regge un gallo morto
Dettagli
La storia
Nell'aprile del 1788 il mercante Jean-Baptiste-Pierre Lebrun, marito della pittrice Élisabeth Vigée Le Brun, mise all'asta a Parigi i quadri di Charles-Alexandre de Calonne. Calonne era stato controllore generale delle finanze di Luigi XVI fino all'anno prima, quando il fallimento delle sue riforme fiscali gli era costato il posto, e si era rifugiato in Inghilterra. Questa piccola tavola, firmata e datata 1650, rimase invenduta e poco dopo fu acquistata per il re, probabilmente tramite lo stesso Lebrun.
Una giovane donna affacciata a una finestra di pietra regge per le zampe un gallo morto e appoggia l'altra mano su un secchio d'ottone. A destra pende una gabbietta, sul davanzale giace una brocca di peltro rovesciata accanto a una candela. Per il Louvre è un'immagine a doppio senso. In olandese vogelen, andare a uccelli, voleva dire anche fare l'amore, e il gallo, la gabbia e la candela erano allusioni che i compratori del Seicento coglievano subito.
Nell'agosto del 1793, quando il Louvre aprì al pubblico e il re era già stato giustiziato, la tavola fu esposta con un titolo semplice, Una venditrice di polli.




