Amazzone ferita (tipo Sosikles)

Amazzone ferita (tipo Sosikles)


Dettagli

Artista
Scultore romano ignoto (età imperiale)
Tecnica
marmo
Tipo
scultura

La storia

Nella Roma imperiale copiare in marmo le celebri statue greche era un mestiere, e le repliche finivano in ville, terme ed edifici pubblici. Pochi copisti firmavano. Questo sì. Sul sostegno accanto alla figura ha inciso il suo nome, Sosikles, e da quella firma prende oggi il nome l'intero tipo statuario. Nello stesso Salone ci sono altre due opere firmate, i due centauri trovati a Villa Adriana, presso Tivoli, scolpiti dai greci Aristeas e Papias.

Il modello era un bronzo del V secolo a.C., oggi perduto. Il museo, come gran parte degli studiosi, lo riferisce a Policleto, mentre altri hanno pensato al suo contemporaneo Cresila, e la questione resta aperta. La statua, di poco maggiore del vero, apparteneva alla collezione Albani e fu integrata nel Settecento dal restauratore romano Napolioni. L'Amazzone volge la testa verso destra, in direzione della ferita, e il braccio destro sollevato forse impugnava in origine la lancia a cui si appoggiava.

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