
La storia
È prima di tutto una cattedrale viva, Santa Maria del Fiore, la chiesa madre di Firenze, e ciò che attira le folle è l'ingegneria quanto l'arte: la cupola in mattoni di Filippo Brunelleschi, innalzata tra il 1420 e il 1436 senza la consueta centina di legno e ancora oggi la più grande cupola in muratura mai costruita.
Chi cerca la pittura la trova soprattutto sulle pareti e all'interno di quella cupola. Alzando gli occhi si incontra un immenso Giudizio universale, iniziato da Giorgio Vasari negli anni Settanta del Cinquecento e terminato dopo la sua morte da Federico Zuccari, con il punto di giunzione tra i due stili appena percepibile.
All'altezza dello sguardo ci sono due affreschi nati per sostituire costosi monumenti in bronzo ai capitani al soldo della città. Paolo Uccello dipinse nel 1436, in toni di verde, il mercenario inglese Giovanni Acuto, cioè John Hawkwood, a cavallo, e 20 anni dopo Andrea del Castagno dipinse un cavaliere gemello per il condottiero Niccolò da Tolentino. Poco lontano è appeso un dipinto che la città commissionò nel 1465 per i 200 anni dalla nascita di Dante, il Dante di Domenico di Michelino, che regge il suo poema con l'Inferno, il monte del Purgatorio e Firenze stessa distesi intorno a lui.



