
Carlo Maratta
1625–1713 · Stato Pontificio · Barocco, Classicismo, Barocco tardo
La storia
Nella seconda metà del Seicento, se volevi una grande pala d'altare dipinta a Roma, ti rivolgevi a Carlo Maratta. Si era formato con Andrea Sacchi, un pittore convinto che un quadro dovesse essere sereno, chiaro e composto con cura, e Maratta portò avanti quella misura classica mentre il Barocco intorno a lui si faceva sempre più sfarzoso.
Papa Alessandro VII lo notò presto, e da allora le commissioni non si fermarono quasi mai. Maratta dipinse per otto papi in successione e realizzò tante tenere immagini della Vergine che i romani lo soprannominarono Carluccio delle Madonne.
Poiché gran parte della sua opera fu eseguita per chiese e cappelle precise, molta si trova ancora esattamente dove l'aveva lasciata, sopra gli altari per cui era stata concepita, e non nei musei. Il suo dipinto della Vergine che appare a san Filippo Neri, il sacerdote che fondò gli oratoriani a Roma, si trova nella chiesa di Santa Maria in Vallicella, dove lo stesso Neri aveva vissuto e pregato.
Opere
6 opere
Ritratto del cardinale Antonio Barberini juniorCarlo Maratta, 1682
Ritratto di Clemente IXCarlo Maratta, 1669
Rebecca ed Eliazar alla fonteCarlo Maratta, 1695
AutoritrattoCarlo Maratta, 1682
La flagellazione di CristoCarlo Maratta, 1656
San Filippo Neri ha la visione della Madonna con BambinoCarlo Maratta, 1675