La Carità

La Carità


Dettagli

Anno
1540
Tecnica
olio

La storia

Verso la metà del Cinquecento Firenze aveva di nuovo una corte, e dai suoi pittori ci si aspettava che stupissero. La Carità, una delle tre virtù teologali insieme alla Fede e alla Speranza, appare come l'epoca amava le sue virtù, donna serena circondata da bambini che le si arrampicano addosso e vi si aggrappano. Salviati costruisce i quattro corpi come se fossero uno solo, ogni movimento risponde a un altro, così che il gruppo si legge come un unico nodo di movimento. Proprio questo intreccio sapiente è ciò che Giorgio Vasari, che conosceva bene Salviati, lodò come la bella maniera, dove la grazia e la difficoltà contano quanto il soggetto. Le pose guardano a Michelangelo. La donna in torsione e i bambini riprendono il Tondo Doni, allora a Firenze e visibile a chiunque. Un bambino tira la sua veste mentre gli altri si appoggiano alla spalla e alla coscia, scambiandosi sguardi. Salviati aveva trascorso anni a Roma tra le sculture antiche e gli affreschi vaticani, e quella finitezza è qui, nel colore freddo e nell'incarnato liscio come marmo.

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