
Le tre Parche
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La storia
Nel 1713 la tavola stava nella collezione del gran principe Ferdinando de' Medici, catalogata come opera di Michelangelo. Michelangelo restò per due secoli. Nel 1920 Hermann Voss, storico dell'arte tedesco, la assegnò a Francesco Salviati, ed è il nome che si legge oggi in cartellino, senza che tutti lo accettino. Da allora sono stati fatti anche i nomi di Rosso Fiorentino, del Pontormo e di Jacopino del Conte.
Su quello che si vede non si discute. Tre vecchie in piedi, spalla a spalla su fondo scuro, le Parche della mitologia antica. Cloto tiene il fuso, Lachesi il filo di una vita umana, Atropo le forbici che lo recidono.
A favore di Salviati pesa soprattutto il panneggio, che svolazza e cangia di colore nel rivoltarsi. Oggi il quadro è nella Sala di Giove. L'inventario del 1782 lo collocava nella Sala di Saturno.



