
Cristo e l'adultera
Dettagli
La storia
Nella Venezia degli anni Venti del Cinquecento l'episodio evangelico dell'adultera era un soggetto molto richiesto per quadri a mezze figure, visti da vicino. Giovanni racconta che scribi e farisei condussero la donna davanti a Gesù, gli ricordarono che la legge di Mosè ordinava di lapidare donne simili e attesero la sua risposta. Lui si chinò, scrisse col dito per terra e poi disse che chi di loro era senza peccato scagliasse la prima pietra.
Qui Cristo compare tra l'adultera e un fariseo, e il museo vi riconosce influenze nordiche e tedesche. Le recenti indagini con radiografia, riflettografia infrarossa e altre tecniche di imaging hanno mostrato che il dipinto era ancora incompiuto alla morte di Palma, nel 1528, e che in seguito fu in parte ridipinto in modo da modificarne il significato originario. Furono cambiati lo sguardo della donna, i suoi capelli e la posizione della mano di Cristo. Alcune parti restarono irrisolte.
Per questo la didascalia del museo aggiunge un secondo nome, con un punto interrogativo. Rocco Marconi, pittore trevigiano attivo a Venezia, morì meno di un anno dopo Palma, e questa scena la conosceva bene. Di una sua composizione con Cristo e l'adultera si conoscono, oltre alle copie, quasi una dozzina di versioni, due delle quali firmate, una alle Gallerie dell'Accademia di Venezia.




