Erodiade con la testa del Battista

Erodiade con la testa del Battista


Dettagli

Anno
1622
Tecnica
olio su tela
Tipo
dipinto
Dimensioni
112 × 82 cm

La storia

Nessuno dei due Vangeli che raccontano l'episodio dà un nome alla fanciulla che danza. Marco e Matteo la chiamano soltanto la figlia di Erodiade. Erodiade aveva lasciato il marito per il fratello di lui, Erode Antipa, e Giovanni Battista aveva criticato apertamente quell'unione. Quando la danza piacque tanto a Erode da fargli promettere alla ragazza qualunque cosa, fu la madre a suggerirle che cosa chiedere.

Il nome Salomè arriva da un'altra fonte, lo storico ebreo Giuseppe Flavio, e nella tradizione italiana pittori e inventari hanno a lungo usato i due nomi con una certa libertà per la donna con la testa sul vassoio. Nella stessa collezione la tela di Guido Reni con questo soggetto si chiama Salomè. Qui invece il museo riconosce nella donna Erodiade, la principessa che pretese la testa del Battista.

Simon Vouet la dipinse a Roma, negli anni del suo lungo soggiorno in città, e le date indicate dal museo vanno dal 1615 circa alla metà degli anni Venti del Seicento. Emerge dall'ombra come una delle eroine seducenti dipinte da Vouet in quel periodo, un ideale femminile molto diffuso nella Roma del tempo, reso solenne da una sensualità prorompente e da un caravaggismo filtrato e addolcito. Dall'ottobre 1958 al novembre 1960 il quadro fu consegnato alla Presidenza della Repubblica, al Quirinale, e poi ritirato.

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