
Gustave Courbet · CC0
Cani da caccia con lepre morta
Dettagli
La storia
Due cani a memoria, una lepre dal vero. Così, secondo un testimone, Courbet costruì questo quadro. Il testimone è Otto Scholderer, giovane pittore tedesco che nell’inverno 1858-1859 lavorava a Francoforte nello studio proprio sopra quello preso in affitto da Courbet. In una lettera all’amico parigino Henri Fantin-Latour, anche lui pittore, raccontò di una tela con due segugi e una lepre. Il bosco e i cani erano venuti dalla memoria. Per la lepre Courbet ne aveva comprata una vera, da usare come modella. Il Metropolitan Museum ritiene che la lettera parli proprio di questo dipinto. I due cani, uno pezzato di marrone e l’altro di nero, compaiono anche in «La Curée», una scena di caccia più grande oggi a Boston. Nel 1893 il quadro era esposto all’Esposizione universale di Chicago, prestato dal collezionista newyorkese Henry Havemeyer.




