
Raphael · PD
Giustizia
Dettagli
La storia
La Giustizia siede in uno dei quattro tondi della volta, circa 180 centimetri di diametro, e guarda verso la parete dove sono dipinte la Fortezza, la Prudenza e la Temperanza. Tiene la bilancia e la spada, e due putti reggono accanto a lei la formula del diritto romano nella redazione dei giuristi di Giustiniano, secondo cui a ciascuno va attribuito il suo. Quando Raffaello cominciò il soffitto, nel 1508, la stanza sotto di esso era la biblioteca privata di Giulio II, che si era rifiutato di abitare l'appartamento del suo predecessore, il Borgia Alessandro VI, e si era sistemato al piano di sopra. Ci lavoravano già altri pittori, tra cui il Sodoma. L'anno dopo il papa affidò l'intera stanza al solo Raffaello, che aveva 25 anni, e fece distruggere quanto era stato dipinto prima. Il nome con cui conosciamo la sala venne più tardi, dal 1513, quando vi si riunì il tribunale pontificio della segnatura di grazia e giustizia.




