Monumento a Leon Battista Alberti (modello in gesso)

Monumento a Leon Battista Alberti (modello in gesso)


Dettagli

Anno
1843
Tecnica
gesso
Tipo
scultura

La storia

A egregie cose il forte animo accendono l'urne de' forti, scriveva Ugo Foscolo nei Sepolcri, nel 1807, pensando a Santa Croce. Nei decenni seguenti la basilica si riempì di monumenti a grandi italiani sepolti altrove, a cominciare dal cenotafio di Dante del 1830. Questo gesso è il modello di un altro cenotafio, quello di Leon Battista Alberti, architetto e umanista del Quattrocento morto a Roma. A pagarlo fu un omonimo. Il cavaliere Leon Battista Alberti, ultimo della sua stirpe, lo ordinò con le sue ultime volontà, e l'epigrafe sul marmo dice che voleva spingere i posteri a volgersi con rinnovato amore all'antica sapienza italiana. Nel febbraio 1838 Bartolini aveva già spiegato il programma. Alberti si protende verso il cielo in atto di riconoscenza ed è accolto da un angelo con una fiaccola accesa, segno della beatitudine celeste, mentre il suo angelo custode tiene i volumi delle opere terrene. Il marmo era ancora in lavorazione nel 1848 e fu collocato in Santa Croce nel 1851, un anno dopo la morte dello scultore.

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