
Allegoria mitologica
Dettagli
La storia
Negli inventari Borghese del primo Seicento il dipinto compare come «Un quadro di una Venere con doi donne», con quel «doi» dell'italiano di allora. In seguito è stato a lungo chiamato Diana e Callisto, dalla dea e dalla ninfa che lei cacciò dal suo seguito. Si è pensato anche a Pandora, alla ninfa Siringa e, più di recente, a Venere che scopre la bellezza di Psiche, la mortale di cui era gelosa. Oggi la galleria propende per una vicenda di Psiche e usa un titolo neutro, Allegoria mitologica. Un tempo ritenuto opera a quattro mani di Dosso e del fratello Battista, il quadro è ora assegnato in gran parte al solo Dosso. In riva all'acqua dorme una giovane coronata di foglie, una vecchia accanto a lei alza gli occhi e una terza figura, vestita di verde, indica il cielo. Dietro si apre una valle fluviale fino a una città sul colle, un paesaggio che la galleria accosta ai fiamminghi come Patinir.




