
Napoleone Bonaparte come Marte pacificatore
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La storia
Nella notte tra il 7 e l'8 agosto 1943 i bombardamenti colpirono duramente il quartiere di via Brera. Tre quarti delle sale della Pinacoteca furono distrutte o danneggiate dal fuoco, e le fiamme arrivarono a intaccare anche la cassa di legno costruita attorno a questa statua per proteggerla. La mattina dopo si constatò che il bronzo era rimasto illeso.
Non era la prima volta che il Napoleone di Canova sopravviveva ai rivolgimenti della storia. Fuso a Roma dai Righetti con il metallo di alcuni cannoni di Castel Sant'Angelo, arrivò a Milano nel maggio 1812 e fu spostato da un portico a un cortile a una sala, finché, caduto l'imperatore, finì nei sotterranei dell'Accademia. Lì rimase per tutta la dominazione austriaca. Salì al centro del cortile d'onore solo il 14 agosto 1859, con la Lombardia appena liberata e un discorso dello scrittore Giulio Carcano. Il piedistallo disegnato da Luigi Bisi arrivò nel 1864.
Nel 2014 un restauro accurato ha frenato i danni degli agenti atmosferici sulla superficie. La Vittoria alata sul globo, nella mano destra, è una copia del 1980, perché l'originale era stato rubato due anni prima.





