
Paolina Borghese come Venere vincitrice
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La storia
Nella Gipsoteca di Possagno, il paese natale di Canova, si conserva il modello in gesso di questa statua, ancora segnato dai punti di riferimento che servivano a riportare le misure sul marmo. Il principe Camillo Borghese aveva commissionato l'opera nel 1804, l'anno dopo le nozze con Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone. Lei è Venere vincitrice e stringe il pomo che Paride assegnò alla più bella delle dee.
Il marmo fu eseguito a Roma e risulta pagato 6000 scudi il 15 maggio 1808. Per la finitura Canova usò l'acqua di rota, il fango delle mole con cui si affilavano gli attrezzi, e poi una patina di cera, che danno all'incarnato quel riflesso rosato. Nel 1809 la statua partì per Torino, a Palazzo Chiablese, dove Camillo era governatore. Tornò via mare da Genova nel 1814 e nel palazzo di famiglia in Campo Marzio la si mostrava di notte, alla luce delle fiaccole.





