
Ritratto di giovane con cane
Dettagli
La storia
In basso, al centro della tela, si leggono le lettere AN. XX, abbreviazione latina per 20 anni d'età, ed è quasi tutto ciò che sappiamo dell'effigiato. Niccolò dell'Abate lo dipinse intorno al 1545, nella sua Emilia, anni prima di partire per la Francia. Il giovane siede dietro un tavolo coperto da una tovaglia discreta, davanti a uno sfondo austero scandito in tre parti, e tutto il quadro si tiene su neri, bianchi e grigi. Il museo vi legge un ideale del Cinquecento, il culto dell'individualità perseguito facendo professione di modestia e di misura. Poi il contegno si incrina. La lettura si interrompe, lo sguardo si distrae verso di noi, e il cane ammicca complice. Sul retro restano tracce di tre sigilli Torlonia e il numero 13. Il dipinto proviene probabilmente dalla collezione Valenti Gonzaga, e gli inventari Torlonia del 1855 e del 1892 lo registravano entrambi come opera di Giorgione.




