Sibilla

Diego Velázquez · PD

Sibilla


Dettagli

Anno
1632
Tecnica
olio su tela
Tipo
dipinto
Dimensioni
62 × 50 cm

La storia

Nel Seicento italiano le sibille erano un soggetto assai frequente, e Guido Reni, il Guercino o il Domenichino le dipingono quasi sempre con il turbante, per consuetudine di bottega più che per obbligo iconografico. Questa donna il turbante non ce l'ha. La si riconosce da pochissimo altro, il profilo netto, lo sguardo fisso davanti a sé e una superficie liscia e squadrata che regge con la sinistra, giudicata di solito una tavola e qualche volta una tela. Tenendola così, le resta libera la destra per scrivervi o dipingervi sopra, ed è questo dettaglio a farne una profetessa antica, di quelle che il cristianesimo considerò annunciatrici della venuta di Cristo. Del quadro non si sa nulla prima del 1746, quando furono inventariate le pitture del palazzo della Granja, sulla sierra di Segovia, dove Isabel de Farnesio teneva la sua raccolta. Vi compare al numero 116, assegnato a Velázquez, e la effigiata vi è detta Juana Pacheco, moglie del pittore. Il Prado non accoglie più quel nome. L'unico volto che con qualche fondamento si ritiene di Juana è quello della Vergine nell'Adorazione dei Magi, e il confronto fra i due dipinti indica un modello diverso.

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