
Trinità con i Santi Benedetto e Giovanni Gualberto
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La storia
Santa Trinita, la chiesa dei monaci vallombrosani a Firenze, è intitolata alla Trinità, e sul suo altare maggiore questa pala ne rappresentava il mistero. La commissionò ad Alesso Baldovinetti nel 1470 Bongianni Gianfigliazzi, la cui famiglia dal 1463 aveva il patronato dell'altare e del coro, e la pagò 89 fiorini larghi d'oro. Per farle posto fu spostata in una cappella laterale la grande Maestà di Cimabue, che stava lì da quasi due secoli. Dio Padre sorregge la croce con il Cristo, la colomba dello Spirito Santo fra loro, dentro una mandorla di serafini dalle ali rosse. In alto due angioletti scostano un pesante tendaggio e svelano la visione. In ginocchio davanti stanno san Benedetto, la cui regola i monaci seguivano, e san Giovanni Gualberto, fondatore della congregazione. Ai piedi della croce, sulla roccia del Calvario, giace il teschio di Adamo.



