
Uomo vitruviano
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La storia
Nel Seicento questo foglio era nella raccolta del cardinale Cesare Monti, arcivescovo di Milano, e per eredità passò poi alla famiglia De Pagave. Nel 1784, mentre era ancora loro, fu inciso e pubblicato da Carlo Giuseppe Gerli, e da allora il disegno cominciò a circolare a stampa. Nel 1807 lo comprò il pittore Giuseppe Bossi, segretario dell'Accademia di Brera e autore di un libro sul Cenacolo. Morto Bossi, la sua collezione di disegni fu messa in vendita, e nel 1822, su proposta del presidente Leopoldo Cicognara, l'Accademia di Venezia riuscì ad assicurarsela, dopo lunghe trattative, come materiale di studio per i giovani artisti.
Il foglio, disegnato a Milano intorno al 1490, è un ragionamento su Vitruvio. Il testo in alto, in scrittura speculare, si apre proprio col nome dell'architetto romano, e quello in basso elenca le misure del corpo, per esempio che tanto apre l'omo nelle braccia quanto è la sua altezza. In mezzo c'è un solo uomo in due pose sovrapposte, che a braccia orizzontali riempie il quadrato e a braccia alzate tocca il cerchio, centrato sull'ombelico. Sotto il quadrato corre una piccola scala graduata.
Oggi il disegno è custodito al buio e con un microclima controllato, perché la luce danneggia la carta, e viene esposto solo per brevi periodi.





